Sogni e morfologica, strana accoppiata… [21+5]

Ore 08.07. Mi riaddormento nel letto pensando che posso alzarmi più tardi, tanto l’appuntamento in ospedale è alle 11.
Mi sveglio in treno alle ore 12.35 circa ricordandomi che avevo un’ecografia alle 12 ed un appuntamento alle 11. Il treno, scurissimo e silenzioso, si ferma a Montevarchi, devo essermi addormentata prima della stazione di Arezzo, dove sarei dovuta scendere.
Prendo velocemente le mie cose e corro giù dal treno prima che riparta.
Mi guardo intorno in stazione e mi ritrovo in un luogo sommerso dalla vegetazione, come se fosse abbandonato da tempo. Passo attraverso una porta in ferro e vetri, come quella della mia scuola elementare negli anni ’80. Una ragazza lava il pavimento con un gatto nero che le gironzola intorno.
Esco in strada. Cielo plumbeo e strada deserta, a parte le persone scese con me dal treno. Mentre mi avvio seguendo il flusso di gente, mi accorgo di non avere con me il cellulare e che la borsa che ho preso di fretta sul treno non è la mia. Seguo per un po’ le altre persone, finché non mi accorgo che stiamo uscendo dall’abitato, allora li abbandono e torno verso la stazione, pensando a tutto quello che c’era nel cellulare che è andato perso, e alle carte da bloccare che erano nel portafoglio.
Rientro in stazione con l’idea di prendere il treno nella direzione opposta e tornare verso Arezzo, pensando che una volta su potrò percorrerlo tutto alla ricerca delle mie cose che magari sono rimaste lì, oppure chiedere al capotreno se per caso le avesse messe da parte, o qualcuno gliele avesse segnalate. (Nota: Perché, ovviamente, il treno che ripasserà sarà lo stesso che ho appena lasciato.)
Ripasso dalla ragazza che lava il pavimento, il gatto è sempre lì a gironzolare, attraverso in direzione opposta la stessa porta di ferro e vetri, e mi accorgo che i binari alla mia sinistra sono chiusi ed il primo binario è completamente allagato. Ce n’è un altro chiuso in fondo da un muro.
Chiedo alla ragazza dove dovrei prendere il treno e lei mi indica a destra un muro che ha un arco al centro e mi dice: “In fondo dopo gli stupendi cocomeri coltivati”. Mi avvio verso il muro, mi fermo un po’ prima dell’arco. Cercando di non entrare in acqua lo costeggio arrampicandomi su un bordino stretto che gli corre tutto intorno.
Un ispanico dall’altra parte dell’arco mi infastidisce facendomi cadere nell’acqua, ma comunque non mi bagno perché ho gli stivali da pioggia. Decido di ignorarlo e di mettermi sotto l’arco (che è diventato una finestra ad arco) ad aspettare questo treno. Scambio quattro chiacchiere con le persone che sono in attesa con me. Persone educate e civili, contrariamente al tizio di prima coi suoi amici dietro al muro. Una ragazza mi sembra di conoscerla, poi c’è un’anziana, un uomo della mia età ed un quarto personaggio indefinito per i fatti suoi.
A questo punto penso che non può essere un sogno perché mi sono svegliata in treno e non mi è mai successo di svegliarmi in un sogno e poi era tutto molto vivido e vero.
Mentre si chiacchiera, dal fondo dei binari, da dove dovrebbe arrivare il treno, arriva invece un aggeggio volante a grande velocità simile ad uno sguscio di Star Wars, stretto e lungo vola radente il suolo, una persona ci potrebbe stare dentro solo distesa. Si dirige verso la parte chiusa dei binari. Mentre ancora ridiamo dell’accaduto, arrivano dalla stessa parte dell’aggeggio 6 persone, irrealmente alte che, penso, probabilmente sono su dei trampoli, come fosse una sfilata promozionale di un nuovo Star Wars o qualche film simile, perché non riconosco nessuno dei personaggi. Buio. Io che parlo ad un bambino, accovacciata davanti a lui. Ha i pantaloni lunghi, le scarpine, un cappottino ed un cappellino da cui scappano boccoli biondi. Circa due anni di età. Viso paffuto e simpatico. Maschio!
Mi sveglio alle 08:19 pensando che:
– ho sognato mio figlio (maschio, contrariamente a quello che ho pensato quando ho visto l’eco);
– era tutto un sogno! :O
– è stata la prima volta in cui mi sono svegliata in un sogno;
– non ho perso l’appuntamento per l’ecografia.

PIU’ TARDI
Ed invece era proprio una femminuccia *_*.
Sana e perfetta. Dall’ecografia morfologica abbiamo visto cuore, stomaco, vescica, gambe, braccia, gabbia toracica, cranio, spina dorsale, orbite degli occhi. Tutto perfetto e nella norma! Pesi 374 grammi, stai bene, placenta e cordone funzione regolarmente.
Siamo tutti molto felici. Mi ha accompagnato tua zia ed ha anche fatto un video dell’ecografia di oggi.

L’ansia fa proprio brutti scherzi… -.-”

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