Sono Milena, Mommy per gli amici del blog. Sono una donna, una mamma ed una lavoratrice, come tante altre che in questo Paese, magnifico per alcuni versi, pessimo per altri, si barcamenano alla perenne quanto invana ricerca di un equilibrio. Tra sensi di colpa per il tempo sottratto ai figli e ai compagni, frustrazione per il dover trascurare se stesse e le proprie esigenze perché in 24 ore non c'entra nemmeno la metà di quello che vorremmo fare, ma felici ogni giorno, perché "ogni nuovo giorno è un'opportunità!" Mi occupo di analisi statistiche, ottimizzazione dei siti per i motori di ricerca e marketing online. Questo blog nasce soprattutto per me e per mia figlia, perchè io possa rivivere insieme a lei l'esperienza della sua gestazione e della sua nascita una volta che crescerà. Magari potrà servirle anche, se e quando vivrà l'esperienza della gravidanza lei stessa. Scrivo soprattutto per me e lei, perché poi ho visto che c'è partecipazione da parte vostra. Perciò direi che scrivo anche per tutte le mamme e future mamme (e qualche papà tra il curioso e l'ansioso) che sono assalite, come me, dai dubbi su diagnosi prenatale, test vari, esami ed ecografie morfologiche, paure inconfessabili, sintomi fastidiosi e rimedi improbabili. Ringrazio chiunque legga questi miei pensieri, anche svogliatamente, di fretta o in disaccordo, perché sono stati scritti anche per te!

I bimbi a casa al tempo del coronavirus

Omino Pan di Zenzero (Copertina)

Omino Pan di Zenzero (Copertina)Un po’ tutti in questo periodo abbiamo la routine quotidiana scombussolata dalle restrizioni alla libera circolazione, legate al tentativo di contenimento del contagio da coronavirus.

Questo nuovo virus, di una classe di virus in realtà con cui noi esseri umani siamo costantemente a contatto (raffreddore e influenza in primis), che ha fatto un salto di specie dal pipistrello del mercato di Wuhan (in Cina) ed ha trovato in quel povero paziente zero un terreno tanto fertile, quanto probabilmente nemmeno il virus si aspettava.

Insomma, da alcune settimane siamo rinchiusi in casa, con la necessità di fare un’autocertificazione per poter circolare, solo per stato di necessità (genitori anziani, persone da accudire, spesa alimentare), lavoro, motivi di salute o rientro al proprio domicilio/residenza. Qui il modulo aggiornato al 26/03/2020, a chi servisse.

Nemmeno tutti i film e b-movie catastrofici sulla fine dell’umanità ci hanno davvero preparato a questa eventualità. Tant’è che stamattina qualcuno in televisione stimava che il 40% degli italiani è ancora in giro, e di questi quella parte che non è fuori per i motivi di cui sopra, farebbe meglio a stare a casa, per sé e per il prossimo.

Qual è il problema di questo virus? L’alta contagiosità principalmente, stimata tra 2,2 e 2,5 persone infettate da ogni persona contagiata. Aggiungerei sintomatica, perché alla fine la maggior parte delle persone testate hanno sintomi e non si sa ben quantificare la percentuale di asintomatici che ce l’hanno e lo diffondono pur non sapendo nemmeno di averlo. Uno studio nel comune di Vo’ Euganeo, uno dei primi focolai in Veneto, stima tra il 50% e il 75% della popolazione del paese fosse contagiata, ma asintomatica.

Quindi si diffonde a velocità importante. E in una percentuale di circa il 4% dei casi è mortale (a livello mondiale ad oggi, quindi dati da prendere con le pinze perché ogni nazione è a sé, soprattutto come metodologia di raccolta dati, tipologia di persone considerate nella casistica, e soprattutto volontà di divulgare i dati reali). Soprattutto non lascia scampo a persone con situazioni mediche già precarie preesistenti al contagio, che non riescono a superare la polmonite interstiziale bilaterale che causa come effetto peggiore. Qui la mappa della situazione attuale, con i dati ufficiali dei singoli Stati, generata dalla Johns Hopkins University.

Con le scuole chiuse abbiamo anche i pargoli (piccoli e grandi) a casa. E per far passare il tempo a mia figlia, e farle continuare per quanto possibile un percorso di educazione e formazione scolastica, ogni giorno stiamo facendo qualcosa insieme che includa la manipolazione di materiali e la lettura (oltre al gioco).

Cosa abbiamo fatto finora?

  1. Dolci, tutte ricette facili da impastare, in cui i bambini possono aiutarci senza troppa difficoltà:
    • I pancake;
    • I muffin con le gocce di cioccolato;
    • I biscotti;
    • Il ciambellone due colori;
    • Le zeppole.
  2. Lavoretti, pensati proprio per loro:
  3. Attività manuali:

Buon lavoro e buon divertimento.

Bigliettino e Poesia per la Festa del Papà

Bigliettino Festa del Papà

Per la festa del papà le maestre della scuola dell’infanzia di Ginevra hanno segnalato ai genitori un po’ di attività da fare, durante questa vacanza forzata da coronavirus.

Ho scelto per lei un lavoretto ed una poesia, da imparare a memoria.

Il lavoretto è un biglietto a forma di manina (il contorno della sua) con dentro la poesia, scritta da me, e un messaggio scritto di suo pugno, ricopiando perché ancora non sa propriamente scrivere. 😀

I passaggi sono semplici:

  1. prendere un foglio di cartoncino bianco e piegarlo in due;
  2. posizionare la mano sinistra del bambino, facendo in modo che il bordo della mano in corrispondenza del mignolo sia allineato con la piega del foglio;
  3. disegnare il contorno della manina;
  4. ritagliare la sagoma;
  5. usare le tempere (o altro tipo di colori) per far colorare al bambino il viso del papà come nell’immagine: le dita del colore dei capelli e il palmo del colore della pelle del viso;
  6. disegnare, ritagliare e colorare gli occhi (se avete quelli in plastica che si usano per i pupazzi vanno bene), i baffoni e il farfallino.
  7. quando i colori saranno asciugati, incollate le varie parti al loro posto con della colla vinilica.

Il tempo di realizzazione è di una mezz’ora circa, senza il tempo di asciugatura dei colori.

Il nostro risultato è questo:

Bigliettino Festa del Papà

Bigliettino Festa del Papà

Se servisse, il video per la realizzazione, è a questo link.

La poesia per la festa del papà è la seguente:

Lo conoscete il mio papà?
Ve lo presento: eccolo qua!
Ma non è vero che è un tesoro?
Un paparino tutto d’oro.
Se fa il severo, quando s’arrabbia,
mi dice: “A letto!”.
Io lo abbraccio, gli do un bacetto.
A questo punto subito molla,
diventa dolce, di pastafrolla.

Ho cercato l’autore/trice, ma non sono riuscita a trovarli. Se qualcuno sapesse di chi è, me lo scriva, per favore.

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