I bimbi a casa al tempo del coronavirus

Omino Pan di Zenzero (Copertina)Un po’ tutti in questo periodo abbiamo la routine quotidiana scombussolata dalle restrizioni alla libera circolazione, legate al tentativo di contenimento del contagio da coronavirus.

Questo nuovo virus, di una classe di virus in realtà con cui noi esseri umani siamo costantemente a contatto (raffreddore e influenza in primis), che ha fatto un salto di specie dal pipistrello del mercato di Wuhan (in Cina) ed ha trovato in quel povero paziente zero un terreno tanto fertile, quanto probabilmente nemmeno il virus si aspettava.

Insomma, da alcune settimane siamo rinchiusi in casa, con la necessità di fare un’autocertificazione per poter circolare, solo per stato di necessità (genitori anziani, persone da accudire, spesa alimentare), lavoro, motivi di salute o rientro al proprio domicilio/residenza. Qui il modulo aggiornato al 26/03/2020, a chi servisse.

Nemmeno tutti i film e b-movie catastrofici sulla fine dell’umanità ci hanno davvero preparato a questa eventualità. Tant’è che stamattina qualcuno in televisione stimava che il 40% degli italiani è ancora in giro, e di questi quella parte che non è fuori per i motivi di cui sopra, farebbe meglio a stare a casa, per sé e per il prossimo.

Qual è il problema di questo virus? L’alta contagiosità principalmente, stimata tra 2,2 e 2,5 persone infettate da ogni persona contagiata. Aggiungerei sintomatica, perché alla fine la maggior parte delle persone testate hanno sintomi e non si sa ben quantificare la percentuale di asintomatici che ce l’hanno e lo diffondono pur non sapendo nemmeno di averlo. Uno studio nel comune di Vo’ Euganeo, uno dei primi focolai in Veneto, stima tra il 50% e il 75% della popolazione del paese fosse contagiata, ma asintomatica.

Quindi si diffonde a velocità importante. E in una percentuale di circa il 4% dei casi è mortale (a livello mondiale ad oggi, quindi dati da prendere con le pinze perché ogni nazione è a sé, soprattutto come metodologia di raccolta dati, tipologia di persone considerate nella casistica, e soprattutto volontà di divulgare i dati reali). Soprattutto non lascia scampo a persone con situazioni mediche già precarie preesistenti al contagio, che non riescono a superare la polmonite interstiziale bilaterale che causa come effetto peggiore. Qui la mappa della situazione attuale, con i dati ufficiali dei singoli Stati, generata dalla Johns Hopkins University.

Con le scuole chiuse abbiamo anche i pargoli (piccoli e grandi) a casa. E per far passare il tempo a mia figlia, e farle continuare per quanto possibile un percorso di educazione e formazione scolastica, ogni giorno stiamo facendo qualcosa insieme che includa la manipolazione di materiali e la lettura (oltre al gioco).

Cosa abbiamo fatto finora?

  1. Dolci, tutte ricette facili da impastare, in cui i bambini possono aiutarci senza troppa difficoltà:
    • I pancake;
    • I muffin con le gocce di cioccolato;
    • I biscotti;
    • Il ciambellone due colori;
    • Le zeppole.
  2. Lavoretti, pensati proprio per loro:
  3. Attività manuali:

Buon lavoro e buon divertimento.

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